Come restaurare un opera d’arte con Photoshop
In questo tutorial, fatte le dovute premesse di cosa si intende per ritocco di un opera d’arte, parleremo del ritocco digitale di esse, e ritoccheremo la fotografia di una pittura murale. La tecnica precisa di ritocco pittorico esulerebbe da questo tutorial, rientrando in un ambito più esteso di tecniche pittoriche tradizionali, per cui mi limiterò alla descrizione delle tecniche da usare in ambito digitale.

Premessa
Per un uso corretto di questo tutorial consigliamo di leggere
“4 buoni motivi per fare un restauro digitale di un’opera d’arte”
Preparazione
Le immagini utilizzate propongono un affresco a carattere sacro e sono state scattate da me in una chiesa di montagna. Per realizzare il ritocco utilizzeremo Photoshop (dalla versione 8 in avanti) e una tavoletta grafica. L’uso della tavoletta non è obbligatorio ma consigliato, più che altro perché permette di lavorare più velocemente e di mantenere il “look and feel” della pennellata digitale più simile alla realtà.
Passo 1
Nell’affrontare un lavoro di questo tipo, sarebbe meglio utilizzare immagini ad alta definizione, meglio in formato tiff. Le foto a nostra disposizione dovrebbero poi essere realizzate in modo professionale, ma per fare una prova andrà benissimo una fotografia scattata alla benemeglio. Trasporteremo le tecniche manuali sul digitale. Iniziamo facendo una copia del file, e lavoriamo sulla copia, l’originale servirà per produrre altre varianti, per vedere il risultato “prima” e “dopo”, o più semplicemente come copia di sicurezza.

La tecnica che più si avvicina alla velatura può essere l’utilizzo del timbro clone. (tasto S oppure il simbolo del timbro nella barra degli strumenti).
Utilizzando lo strumento zoom ingrandiamo l’immagine fino a vedere bene queste lacune. Ci posizioniamo con il puntatore nella zona immediatamente adiacente alla lacuna, e selezioniamo, con il tasto Alt, la zona che ci interessa e facciamo click per memorizzarla. Ci spostiamo poi sulla lacuna e “timbriamo” per trasferire la copia di quel campione sulla mancanza, andando così a chiudere una parte. La dimensione del timbro, il flusso e la trasparenza andranno variate a seconda di quel che dovremo fare. Se dovremo mascherare la trasparenza sarà bassa, per cui valori vicino al 100%, se vorremo lasciare un po’ di evidenza renderemo l’intervento più trasparente (valori bassi). In questo modo otterremo un sottotono che ci farà intuire la parte rifatta dall’originale. Il timbro dovrebbe essere di tipo sfumato, in modo da fondere insieme le varie timbrature. Un pennello troppo netto lascerebbe un segno innaturale.
La campionatura sul colore adiacente andrà presa molte volte, anche più volte per la stessa lacuna, solo così saremo sicuri di avere sempre il colore più consono alla zona che dovremo riempire.
Procediamo in questo modo per tutta la zona e per tutta la superficie, fino a terminare il lavoro.
Passo 2
Per ottenere un buon lavoro dovremo zoomare avanti e indietro per capire dove siamo e cosa stiamo facendo, non per interpretare involontariamente l’immagine ( a volte si devono ritoccare zone di colore che non sono comprensibili come oggetti) ma per vedere se il nostro intervento è troppo marcato, troppo leggero, ecc.
Utilizzando la tecnica del rigatino vedremo come lavorare con i livelli, che permettono un controllo maggiore del progetto.
Per realizzare la tecnica del rigatino si procederà con il campionare il colore che ci interessa (tramite il tasto i selezioniamo il contagocce) e poi selezionando il pennello (tasto b). Il pennello deve essere fine, quasi come un capello (le dimensioni in pixel varieranno in base alla risoluzione dell’immagine), e i tratti devono essere realizzati in verticale, molto fitti tra loro. Possiamo fare alcuni tratti riempitivi per colmare l’intera area della lacuna, per poi andare ad infittire man mano la zona. L’infittimento potrà essere realizzato con colori molto simili, più scuri o più chiari. Questo creerà una certa vibrazione all’intervento, che assomiglierà così ad una parte del dipinto originale. Anche in questo caso pressione e opacità andranno regolati a seconda del caso, la differenza trà il nostro intervento e l’originale sarà in questo caso garantita dalla differenza di superficie che abbiamo realizzato: le linee verticali si noteranno subito osservando i particolari, mentre nell’insieme creeranno l’illusione di continuità.

Passo 3
Spesso e volentieri le opere sono talmente compromesse che non è possibile ricucire la scena, senza cadere nell’interpretazione. Nel ritocco reale in quei casi si cercherà, con un colore neutro, di diminuire l’impatto della caduta di colore nell’insieme, per rendere il tutto meno aggressivo e più ordinato. Nell’esempio qui sotto, un particolare della parte alta del nostro affresco, si intravedono delle figure ma non è possibile aggiungere più dettagli.

Nell’esempio riportato in chiusura potrete vedere il prima e il dopo, rendendovi conto come la leggibilità dell’opera, dopo il ritocco, aumenterà parecchio.
Potete provare anche voi scattando una foto a qualunque pilone o ciclo di affreschi presenti ovunque in Italia.
Utilizzando questa tecnica potremo eseguire il ritocco su un livello separato in Photoshop (pannello livelli: aggiungi livello) così potremo vedere il cambiamento direttamente e non sporcare l’immagine originale. Utilizzando il timbro clone dovremmo, ogni volta che campioniamo un punto, passare al livello sottostante per poi ritornare al livello di ritocco, rendendo il lavoro decisamente più lungo.
Seguendo la prassi dei livelli, potremmo anche suddividere le parti ritoccate in categorie, evidenziarne solo alcune ecc. a seconda del nostro progetto iniziale.
Conclusione
Abbiamo visto due tecniche che permettono di ricostruire un immagine di un opera d’arte che il tempo ha deteriorato. Le due tecniche possono essere utilizzate insieme per meglio raggiungere il nostro scopo. Il timbro colone è utile per la spuntinatura, infatti si usa molto nel ritocco fotografico, la tecnica del rigatino per ricreare l’immagine dare l’illusione di continuità.
Potete provare anche voi andando a fare una foto ai migliaia di piloni, affreschi, pitture murali che ricoprono ovunque i nostri centri storici!

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